AMARCORD

Tante storie diverse si intrecciano in una Rimini degli anni '30 riproposte da Federico Fellini sfogliando i ricordi della sua giovinezza.

La vicenda, ambientata dall'inizio della primavera del 1933 all'inizio della primavera del 1934 in una Rimini onirica ricostruita a Cinecittà come la ricordava Federico Fellini in sogno, narra la vita nell'antico borgo (o "e borgh" come a Rimini conoscono il quartiere di San Giuliano) e dei suoi più o meno particolari abitanti: le feste paesane, le adunate del "Sabato fascista", la scuola, i signori di città, i negozianti, il suonatore cieco, la donna procace ma un po' attempata alla ricerca di un marito, il venditore ambulante, il matto, l'avvocato, quella che va con tutti, la tabaccaia dalle forme mastodontiche, i professori di liceo, i fascisti e gli antifascisti.

Ma soprattutto i giovani del paese, adolescenti presi da una prepotente "esplosione sessuale", in particolare Titta Biondi e tutta la sua famiglia: il padre, la madre, il nonno, il fratello e uno zio un po' matto. Attraverso le vicende della sua adolescenza, il giovane inizierà un percorso che lo porterà, piano piano, alla maturità.

La parola Amarcord, che deriva dalla voce in dialetto romagnolo "am arcord", ossia "mi ricordo", è diventata un topos citato, in lingua italiana, in quasi tutto il mondo.

Dettagli

  • generecommedia
  • durata130'
  • anno1973