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Albo d'oro della Champions League: la storia

Un tempo era nota con il nome di Coppa dei Campioni, oggi si chiama Champions League ma parliamo sempre dell'ambitissima Coppa dalle “grandi orecchie”, oggetto del desiderio dei club di tutta Europa. Nata con l'obiettivo di far sfidare fra loro i vincitori dei diversi campionati nazionali europei, ai giorni nostri può essere considerato il torneo dei più forti, nel quale si affrontano le squadre più prestigiose del Vecchio Continente. A partire dall'edizione cominciata lo scorso settembre, la Champions League viene trasmessa interamente in diretta e in esclusiva da Mediaset Premium.

Le grandi squadre della storia del calcio sono indissolubilmente legate alla Coppa dei Campioni prima e alla Champions League poi, il cui palcoscenico è stato calcato dai più grandi giocatori al mondo, ad eccezione del solo Pelè che non giocò mai in Europa. Il primo, irripetibile segno nell’albo d’oro della Champions League lo lasciò il Real Madrid di Puskas e Di Stefano: cinque vittorie consecutive nelle prime cinque edizioni, impresa mai neppure avvicinata in seguito.

Dopo il doppio trionfo del Benfica di Eusebio, fu il turno dell'Italia: gli anni del boom economico furono ricchi di successi anche nel calcio, grazie al trionfo del Milan e alle due vittorie consecutive dell' Inter nella prima metà dei Sessanta. Il Milan riuscì poi a ripetersi anche nel 1969, chiudendo un decennio d'oro che anticipò un lungo digiuno per l'Italia nella massima competizione europea.

Gli anni '70 sono dominati da Olanda, Germania e Inghilterra. Il calcio totale olandese, rappresentato dal rivoluzionario gioco dell'Ajax di Cruijff, rimane sul tetto d'Europa per ben quattro anni, un successo per il Feyenoord e tre affermazioni consecutive proprio per i “lancieri” di Amsterdam. Fu il turno poi del Bayern Monaco di Beckenbauer e Muller, meno spettacolare e affascinante dell'Ajax ma ugualmente vincente: tre coppe consecutive anche per i bavaresi.

Tra la fine degli anni '70 e la metà degli '80 furono gli inglesi a dettare legge: il Liverpool fu in grado di portare a casa ben quattro Coppe dei Campioni in meno di dieci anni, perdendone una (quella della tragica finale dell'Heysel del 1985). Insieme ai “Reds” si mise in luce il Nottingham Forest, unica squadra nella storia ad aver vinto più Coppe dei Campioni che campionati nazionali! A completare il trionfo britannico anche l'Aston Villa, con la vittoria del 1982.

Ad interrompere il digiuno italiano ci pensa la Juventus , che nel 1985 iscrive per la prima volta il suo nome nell'albo d'oro della Champions; è il segnale dell'imminente rinascita del calcio italiano. Dopo le vittorie di outsider come Steaua Bucarest, Porto e PSV Eindhoven, tocca al Milan di Sacchi e del trio degli olandesi Gullit, Rijkaard e Van Basten lasciare un segno indelebile nella storia del calcio, con il suo gioco ad alta intensità e picchi di spettacolarità toccati in seguito solo dal Barcellona di Guardiola.

Quel Milan fece doppietta nell'89 e nel '90, ultima squadra a conquistare la Coppa per due volte di fila. Il 1992 è l'anno della svolta: nasce la Champions League e l'Italia è la protagonista principale nei primi anni: sei finali consecutive – tre con il Milan e tre con la Juventus – e due vittorie, nel '94 e nel '96.

Dopo un digiuno lungo 32 anni, il Real Madrid ritorna Campione d'Europa nel 1998 e segnerà l'ingresso negli anni Duemila con altri due successi, proprio nel 2000 e nel 2002. Il nuovo millennio vede però protagonista anche il Milan di Ancelotti, che conquista due Coppe – nel 2003 e nel 2007 – e ne perde una in maniera clamorosa: la finale di Istanbul 2005 fra i rossoneri e il Liverpool è stata giudicata la più incredibile della storia e verrà ricordata a lungo; gli inglesi sotto di tre reti riuscirono a rimontare e vinsero ai rigori.

L'Italia trionfò ancora nel 2010 con l'Inter – quella del “Triplete” di Mourinho – ma si tratta di un'impresa estemporanea in anni dominati dal Manchester United di Ferguson e soprattutto dal Barcellona di Pep Guardiola, che segna una nuova rivoluzione nel calcio come seppe fare vent'anni prima il Milan sacchiano. Blaugrana e Red Devils si affrontano per due volte in finale e a vincere, sempre in maniera netta, sono i catalani. Nel 2014 Ancelotti entra nella storia della Coppa regalando al Real Madrid l'agognata “Decima” (unica squadra ad avere in bacheca dieci coppe dalle grandi orecchie) poi è di nuovo Barcellona, campione in carica in questa edizione dopo la vittoria dello scorso giugno a Berlino contro la Juventus. 

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