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Finali Champions del Milan: quelle perse e quelle vinte

Nelle ultime due stagioni il Milan non ha preso parte alla Champions League, ma la società rossonera resta la seconda più titolata nel torneo alle spalle del Real Madrid. Il Milan ha sempre avuto un ottimo feeling con la massima competizione europea per club, arrivando in finale per ben 11 volte; il computo complessivo dei risultati può dirsi positivo, in quanto i rossoneri sono saliti sul tetto d'Europa per sette volte, perdendo le altre quattro finali. In attesa che il “Diavolo” torni a calcare il palcoscenico della Champions League – trasmessa a partire da questa stagione in diretta e in esclusiva su Mediaset Premium - riviviamo le finali che hanno visto protagonisti i giocatori rossoneri.

La vocazione europea che caratterizzerà la storia del Milan emerge sin dalla terza edizione dell'allora Coppa dei Campioni: il 28 maggio 1958 i rossoneri affrontano il grande Real Madrid nello stadio Heysel di Bruxelles; nonostante i “blancos” siano la squadra più forte dell'epoca (e una delle più forti in assoluto nella storia del calcio, tanto da conquistare cinque Coppe di seguito), il Milan esce a testa alta dal confronto, perdendo 3-2 ai tempi supplementari dopo essersi addirittura portato in vantaggio. La rete di Gento nel secondo tempo supplementare spegne l'entusiasmo milanista, rinviando l'appuntamento col primo successo.

Cinque anni più tardi i ragazzi guidati da Rocco firmano la prima vittoria italiana in Coppa Campioni , battendo a Wembley il Benfica di Eusebio per 2-1 grazie ad una doppietta di Altafini che ribaltò lo svantaggio iniziale. Il bilancio delle finali di Champions diventa favorevole nel 1969, quando il Milan affonda la nascente Ajax di Cruijff con un netto 4-1 nella cornice del Santiago Bernabeu, casa del Real.

Grande protagonista della serata è Prati, che mette a segno una tripletta; dopo quell'affermazione, però, il Milan dovrà attendere vent'anni esatti per tornare a disputare una finale di Coppa Campioni, mentre l'Ajax diventerà protagonista assoluta con il suo calcio totale nei primi anni '70, siglando ben tre successi consecutivi. E proprio dai semi del calcio totale olandese, fatto di pressing e movimento senza palla, germoglierà il grande Milan di Arrigo Sacchi alla fine degli anni '80.

Il 24 maggio del 1989 i rossoneri festeggiano nuovamente in Spagna, stavolta a Barcellona, la conquista della “Coppa dalle grandi orecchie”, battendo in una finale senza storia lo Steaua Bucarest; il risultato è un sonoro 4-0, frutto delle doppiette di Van Basten e Gullit, le stelle più luminose di quella squadra. Un anno più tardi ecco il bis a Vienna: contro il Benfica non c'è rivincita, perché è di nuovo il Milan ad avere la meglio, anche questa volta di misura (l'1-0 è firmato dal terzo olandese, Rijkaard).

Nel 1993 il torneo cambia denominazione, diventa Champions League e il Milan è ancora in finale; in questa occasione, però, è l'Olympique Marsiglia a spuntarla con una rete di Boli. I rossoneri allenati da Fabio Capello si rifanno l'anno successivo, schiantando il Barcellona (dato per favorito alla vigilia) con un 4-0 senza attenuanti. Nel '95 diventano tre le finali di champions consecutive per il Milan, che viene battuto dall'Ajax a pochi minuti dal termine dell'incontro.

Nel 2003 il ciclo del Milan di Ancelotti raggiunge il suo primo apice: a Manchester va in scena la prima finale tutta italiana nella storia della Champions; il match è molto tattico e a decidere sono i rigori: rossoneri di nuovo campioni d'Europa. Due anni più tardi un ultimo atto ai limiti dell'incredibile, la finale di Champions persa dal Milan che più brucia; l'avversario è il Liverpool, il “Diavolo” si porta sul 3-0 nel primo tempo, poi in appena un quarto d'ora nel secondo tempo i “Reds” rimontano fino al 3-3. A vincere saranno gli inglesi ai rigori. Per la rivincita, però, bisogna attendere solo due anni: ad Atene il Milan la spunta per 2-1, con una doppietta di Inzaghi che è già entrata nella leggenda.

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Risultati di calcio - Champions League: curiosità e aggiornamenti

Alle italiane piace complicarsi la vita prima di accedere agli ottavi. Nelle ultime sette edizioni, infatti, solo in tre occasioni un'italiana è riuscita a chiudere in testa il proprio girone: la Juventus nella stagione 2012-2013, l'Inter nel 2011-2012 e la Fiorentina nel 2009-2010.

Tuttavia, nello stesso arco di tempo, le nostre squadre sono riuscite quasi sempre a raggiungere la fase ad eliminazione diretta, tranne la Roma nel 2014-2015, il Napoli nel 2013-2014 (che venne eliminato per differenza reti nonostante i 12 punti conquistati nel girone) e la Juventus nel 2009-2010. In quattro occasioni però, la squadra che ha raggiunto i preliminari di Champions ha perso lo scontro decisivo e non ha preso parte ai gironi: la Lazio quest'anno, il Napoli nella scorsa stagione e l'Udinese per ben due volte di fila nel 2012-2013 e nel 2011-2011.

Il capocannoniere attualmente in carica è Cristiano Ronaldo con 11 reti messe a segno. Un ruolino di marcia impressionante pari a quasi due gol a partita per il miglior marcatore di sempre della Champions League. Da notare che le unici reti siglate nella fase a gironi sono relative solamente a quattro incontri sui sei totali: Ronaldo infatti è riuscito a segnare una tripletta, due doppiette e un poker al malcapitato Malmo proprio nell'ultima giornata. Inoltre l'infortunio di Messi gli ha permesso di consolidare la leadership nella classifica generale con 89 reti segnate in 125 incontri e una media di 0,71 gol a partita.

A dimostrazione del grande equilibrio e del livello generale delle formazioni partecipanti, nessuna squadra è riuscita a chiudere il girone a punteggio pieno. Negli ultimi sette anni l'impresa è riuscita solamente al Real Madrid in due occasioni, lo scorso anno e nella stagione 2011-2012. In entrambi i casi i 'blancos' si sono fermati alle semifinali.

Dal 2007 a oggi il Barcellona ha sempre raggiunto almeno le semifinali, eccezion fatta per l'edizione 2013-2014 nella quale venne fermato dall'Atletico Madrid poi giunto in finale. Nello stesso anno il Real Madrid riuscì finalmente a centrare la 'decima' battendo i 'cugini' dell'Atletico per 4 – 1.

Zlatan Ibrahimovic è uno dei pochi top player a non aver mai sollevato la 'coppa con le orecchie'. Il campione svedese, infatti, nonostante possa vantare ben dieci scudetti in carriera (di cui uno revocato quando militava nella Juventus) in quattro paesi diversi e innumerevoli riconoscimenti individuali ha sempre mancato il grande appuntamento. Ironia della sorte sia l'Inter che il Barcellona dopo la sua partenza sono diventate Campioni d'Europa. Ibra ha messo le mani anche sulla Coppa del Mondo per Club (il mini-torneo che disputa la vincitrice della Champions) ma solamente perché la sua squadra di allora (il Barcellona) era salita sul tetto d'Europa l'anno prima.