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Champions League 2009-2010: l'Inter in finale festeggia il suo terzo trofeo!

L'edizione della Champions League 2009 rappresenta l'ultima nota lieta per il calcio italiano a livello europeo, se si esclude la finale centrata, e poi persa, dalla Juventus lo scorso anno. Un dolce ricordo soprattutto per i tifosi interisti, che hanno potuto sollevare nuovamente il trofeo più importante d'Europa dopo 45 lunghissimi anni di attesa. La vittoria della squadra guidata da José Mourinho è stato il coronamento di un ciclo magico cominciato dopo la scandalo di 'Calciopoli', a seguito del quale l'Inter è riuscita a dettare legge nel campionato italiano per cinque anni di fila.

La fase a gironi della Champions League 2009-10 vedeva ben quattro squadre italiane ai nastri di partenza: oltre ai nerazzurri infatti, erano presenti la Fiorentina, il Milan e la Juventus, l'unica a non essere approdata alla fase ad eliminazione diretta. Nonostante l'entusiasmo iniziale per il ritorno nell'Europa che conta, i bianconeri non riuscirono a ripagare le aspettative dei tifosi, strappando un solo punto in due incontri alle dirette concorrenti, il Bayern Monaco e il Bordeaux.

Ma se per la Juventus la Champions League 2009 si rivelò un fallimento, da una delle due sponde del naviglio qualcuno cominciava a fiutare l'impresa. Già, perché dopo aver battuto per 2 -1 il Chelsea a San Siro, l'Inter andò a imporsi allo Stamford Bridge grazie ad una rete di Samuel Eto', celebrata dalle migliaia di tifosi giunti oltremanica.

Discorso inverso per i cugini rossoneri del Milan, schiacciati con un pesante passivo da un Manchester United vittorioso in entrambi gli incontri, tra cui un rotondo 4 – 0 inflitto all'Old Trafford. Stessa sorte per l'altra italiana approdata agli ottavi di Champions League 2009-10, la Fiorentina , alla quale non bastò battere 3 – 2 il Bayern Monaco nel match di ritorno dopo aver perso in Baviera per 2 – 1: la differenza reti giocò a favore del club tedesco e il sogno viola si spense prematuramente.

Con una sola compagine ad aver passato lo scoglio degli ottavi della Champions League 2009-10, l'Italia metteva seriamente a rischio la sua posizione nel ranking europeo, in base al quale ogni anno vengono stabilite il numero di squadre partecipanti per ogni nazione all'edizione successiva. La responsabilità dell'Inter in un certo senso era duplice: riportare la 'coppa con le orecchie' a Milano e guadagnare punti nella classifica UEFA.

I quarti di finale tuttavia scivolarono via senza alcun problema, con una doppia vittoria di misura sul CSKA di Mosca, anche se il vero pericolo proveniva dalla Spagna e rispondeva al nome di Barcellona. I ragazzi di Mourinho dovevano dimostrare di che pasta fossero fatti contro la squadra campione in carica, sebbene i favori del pronostico fossero tutti per i catalani.

Conscio delle difficoltà, Josè Mourinho decise di impostare una strategia su misura per sbarazzarsi di Messi e compagni, chiedendo ai suoi di aggredire il Barça sulle ripartenze invece di provare a contrastarli sul possesso palla. Nella gara di andata l'Inter riuscì a ribaltare l'iniziale vantaggio degli ospiti attaccando gli spazi con rara maestria, portando a casa un parziale di 3 – 1 in vista del ritorno al Camp Nou. Un match che verrà ricordato dai tifosi interisti e dagli appassionati di calcio come una lezione di tattica impartita dallo Special One al suo collega Pep Guardiola. Per 84 minuti infatti il Barcellona non riuscì a violare la porta difesa da Julio Cesar, andando a segno soltanto nel finale grazie alla rete di un difensore. I dieci minuti sancirono l'accesso alla tanto agognata finale della Champions League 2009 contro i Bayern Monaco.

Con il vento in poppa e un'autostima senza precedenti, i nerazzurri chiusero la pratica al Madrid grazie a due reti del 'principe' Milito, mettendo il sigillo su una stagione strepitosa grazie alla conquista dello scudetto e della Coppa Italia per un 'triplete' da consegnare alla storia.

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