Immagine testata

Champions League 2010: storia e curiosità su Inter

Il 2010 è stato un anno particolare per il calcio italiano, in particolare per i tifosi dell'Inter.

Come molti di voi ricorderanno i nerazzurri, guidati dal condottiero Josè Mourinho, conquistarono la Uefa Champions League 2010 a coronamento di una stagione fantastica nella quale arrivò il 'triplete', ovvero la triplice affermazione sia in campo internazionale che in quello nazionale (Scudetto e Coppa Italia). L'Inter è stata l'ultima squadra italiana a sedere sul trono d'Europa, un'impresa che non riusciva alla società da 45 anni, sebbene la "coppa con le orecchie" fosse passata diverse volte dalle parti della Milano, anche se dall'altra sponda del Naviglio.

A distanza di cinque anni sono in molti a rimpiangere lo Special One, capace di creare un'alchimia particolare all'interno del gruppo, tanto da superare anche gli ostacoli più difficili: uno su tutti il Barcellona. Sì, perché l'Inter che vinse la Champions League 2010 era sicuramente una corazzata formidabile con fenomeni sparsi in ogni ruolo, ma non figurava certamente come la favorita ai nastri di partenza. L'entusiasmo dei tifosi e la capacità camaleontica della formazione di Mourinho sono stati gli ingredienti essenziali di un successo voluto più di ogni altra cosa. Dopo la fase a gironi terminata al secondo posto alle spalle dei blaugrana, tra le candidate al successo assieme a Bayern Monaco e Manchester United, l'auspicio dei tifosi era quello di raggiungere almeno le semifinali.

Statistiche alla mano, con Mourinho alla guida, entrare tra le prime quattro d'Europa non era affatto improbabile. Il primo segnale che la "mission impossibile" fosse tutt'altro che fantascienza arrivò a Londra, nel match di ritorno contro il Chelsea. Dopo la vittoria casalinga per 2 – 1 la qualificazione era tutt'altro che scontata, almeno fino al minuto '78, quando Samuel Eto'o fece esplodere il settore nerazzurro siglando il gol che permise all'Inter di espugnare lo Stamford Bridge. A confronto i quarti di finale contro il CSKA di Mosca sembravano una formalità, ma guai ad abbassare la guardia e infatti entrambi gli incontri non furono proprio una passeggiata. Due vittorie di misura per 1 – 0 con reti di Milito in casa e Sneijder in trasferta, consentirono ai nerazzurri di accedere alle semifinali contro il Barcellona di Guardiola.

Il match d'andata fu un trionfo grazie alle reti di Sneijder, Maicon e Milito che ribaltarono l'iniziale vantaggio blaugrana siglato da Pedro al '19 del primo tempo, ma tutti sapevano che la vera resa dei conti sarebbe stata al Camp Nou. Il 28 aprile 2010 di fronte a circa 90.000 spettatori Mourinho mostrò all'Europa intera il motivo per cui da molti è giudicato tutt'ora il miglior allenatore di sempre: il tecnico portoghese, conscio del fatto di non potersela giocare ad armi pari contro i fenomeni del Barça, scelse sapientemente di intrappolare gli avversari per tutta la durata dell'incontro, confidando nella forza difensiva dei suoi ragazzi. Quella che in molti temevano potesse rivelarsi una Caporetto calcistica si trasformò in una lezione di tattica, che consentì all'Inter di resistere fino al minuto '84, quando Piqué riuscì dopo numerosi assalti a trafiggere la porta difesa da Julio Cesar. Da quel momento in poi trascorsero dieci interminabili minuti, allo scadere dei quali i tifosi nerazzurri poterono finalmente gioire per la tanto agognata finale.

Tuttavia lo Special One era cosciente che per lasciare il segno sarebbe servita un'altra prova di forza, questa volta contro il solidissimo Bayern Monaco, una squadra più simile all'Inter per le sue caratteristiche. Con il fuoco nelle vene, la notte del 22 maggio, l'Inter si presentò al Santiago Bernabeu per la finale di Champions League 2010 con la formazione al completo: Julio Cesar tra i pali, Lucio, Samuel, Chivu e Maicon in difesa, Cambiasso, capitan Zanetti e Sneijder a centrocampo e il trio delle meraviglie formato da Pandev, Eto' e Milito in attacco. La voglia di ritornare ad essere la Regina d'Europa dopo quasi mezzo secolo di attesa era tale che la partita più importante della stagione risultò quasi una formalità: due reti del 'Principe' Milito, una per tempo, permisero all'Inter di mettere le mani sulla Uefa Champions League 2010 e a José Mourinho di scrivere una pagina indelebile nella storia del club nerazzurro. 

Continua a leggere