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Youth - La giovinezza: recensione del film di Paolo Sorrentino

Un premio Oscar è senz'altro il massimo traguardo al quale possa ambire chi lavora nel cinema, e lo è soprattutto per un regista. La celebre statuetta, però, può trasformarsi in un'arma a doppio taglio – in particolare nel caso di un regista relativamente giovane come Paolo Sorrentino – poiché il film in grado di conquistarla verrà preso come metro di paragone per l'opera immediatamente successiva. Con queste premesse è nato Youth – La giovinezza, film nel quale il regista e sceneggiatore napoletano affronta appunto la giovinezza, ma lo fa da un punto di vista singolare.

I due protagonisti della pellicola – trasmessa in Italia da Mediaset Premium – sono Mick e Fred, interpretati da Harvey Keitel e Michael Caine; entrambi anziani, i due sono legati da un profondo rapporto di amicizia costruito nel corso di una vita intera. Sono uomini di successo, uno compositore e l'altro regista di fama internazionale, che vivono con un certo disagio il passare del tempo.

Mentre sono in vacanza in un hotel sulle Alpi svizzere, Fred e Mick hanno modo di osservare gli altri ospiti e soprattutto gli amici della figlia di Fred, Lena, in vacanza col padre, e si fermano a riflettere sul loro futuro e su un'esistenza che non sembra più avere in serbo grandi cose per loro, data l'età. I due, però, hanno atteggiamenti contrapposti: da una parte Fred, apatico che guarda con rimpianto al suo passato, dall'altra Mick, che sente di avere ancora tanto da dare ed è impegnato nella scrittura del suo prossimo film, al quale lavora con entusiasmo.

Il continuo confronto tra i due durante il soggiorno in Svizzera servirà ad entrambi per affrontare i nodi irrisolti delle loro esistenze, ognuno a modo suo ed in maniera più o meno drammatica. Per i temi trattati, la costruzione dei personaggi e la profondità della narrazione, si può dire che con “Youth – La Giovinezza” Paolo Sorrentino abbia superato la prova post-Oscar, grazie ad un film compatto ed equilibrato più di quanto lo sia stato “La grande bellezza”.

Oltre a giovinezza e vecchiaia, però, il filo conduttore della pellicola è l'arte, maneggiata in forme diverse da Fred, apprezzato compositore in pensione, e da Mick, un regista che vuole lasciare al pubblico un ultimo, grande, film. E forse, più che dalla vecchiaia, le risposte alle domande che il film porta a formulare possono provenire proprio dall'arte, unico mezzo per impedire che i ricordi anneghino nello scorrere del tempo.

Fa parte del cast di “Youth – La giovinezza” anche Madalina Ghenea, attrice rumena che interpreta Miss Universo, nel ruolo di valletta accanto al conduttore Carlo Conti. Le musiche di “Youth – La giovinezza” sono state curate da David Lang e potrebbero portare un ulteriore Oscar a Sorrentino, visto che il film è fra i candidati quest'anno al premio per la miglior canzone, scritta proprio da David Lang.

Per quanto riguarda gli incassi, “Youth – La giovinezza” in Italia ha sfiorato i sei milioni di euro, e come spesso accade con i lavori di Sorrentino, il film ha diviso la critica e il pubblico, ma nel complesso le recensioni su “Youth – La giovinezza” da parte dei critici sono state meno dure rispetto alla pellicola precedente, capace di conquistare premi importanti ma sottoposta anche a severe critiche che sono invece state risparmiate a questo film, segno che la qualità di fondo dell'opera è stata percepita come superiore, anche a giudicare dalle opinioni su “Youth – La giovinezza” degli spettatori.

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