Immagine testata

Animal Kingdom: recensione della serie tv

Dopo soli sei anni dall’uscita dell’omonimo film australiano (scritto e diretto da David Michôd e vincitore del Premio della Giuria al Sundance Film Festival), sbarca sul nostro canale, l’attesissima serie tv Animal Kingdom .

Ad Oceanside, in California, il diciassettenne Joshua “J” Cody (Finn Cole) ha da poco perso la madre, morta a causa di un’overdose di eroina, e si ritrova, ancora minorenne, solo al mondo. Decide, quindi, di andare a riunire quei pochi pezzi che sono rimasti del puzzle della sua famiglia: la nonna Janine “Smurf” Cody e gli zii Baz (Scott Speedman), Craig (Ben Robson), Deran (Jake Weary) e Andrew detto “Pope” (Shawn Hatosy), mai visti prima.

Ben presto scoprirà che la nonna è tutt’altro che una dolce vecchietta attenta solo al lavoro a maglia, e si troverà davanti, infatti, l’attrice Ellen Barkin, in tacchi a spillo e pantaloni attillati. Janine è a capo di un’organizzazione criminale, i cui membri sono i suoi figli, e la sua casa, una bellissima villa con piscina, altro non è che il loro covo.

J non avrà neppure il tempo di restare sconvolto davanti alle rozze abitudini dei suoi zii, che si ritroverà immerso negli sporchi affari di famiglia, tra segreti, sparatorie, festini privati, alcolici abbondanti e ricatti. Gli scandali - che sconvolgeranno la vita del protagonista della serie TV Animal Kindom - saranno all’ordine del giorno e la massima allerta non potrà mai venir meno, ma, d’altronde, quando si vive in una giungla la lotta per la sopravvivenza deve essere la più grande priorità in ogni momento! J pensava che perdere la madre fosse la cosa peggiore che potesse capitargli. Ma ancora non aveva conosciuto il resto della sua famiglia!

La musica che accompagna la sigla iniziale di Animal Kindom è composta da Atticus Ross, e la serie televisiva, di origine statunitense e sviluppata da Jonathan Lisco, vi promette grande azione e coinvolgimento, ben oltre i limiti dell’etica e della legalità.

Continua a leggere

Animal Kingdom serie tv – recensione

Tematica centrale della serie è sicuramente la perdita dell’innocenza, che caratterizza la crescita fisica, ma soprattutto psichica del protagonista, il cui punto di vista viene privilegiato nella narrazione per meglio comprendere il dramma psicologico e il turbamento che lo investono.

Puntata dopo puntata, vengono inoltre affrontate tematiche ancora più serie, come la violenza sessuale, la corruzione, l’omosessualità e la sua repressione. L’intento del regista sembra però essere quello di indurre lo spettatore a focalizzare la sua attenzione sui rapporti familiari, che si fanno via via sempre più morbosi, ambigui, manipolatori: insomma, in questo regno animale conta solo la sopravvivenza, ma per assicurarsela bisogna decidere bene da quale parte stare.